Gli ospiti di Total-Photoshop: Laura Loprieno, Adobe Guru al femminile
Pubblicato il: 22/12/20081 commento
Hai presente quando incontri una persona e ti sembra di conoscerla tipo da 150 anni o giù di lì? Beh… è un po’ l’effetto che ti fa Laura. Una che lavora nel mondo della comunicazione, che smanetta Photoshop di brutto e che non si fa nessuna remora a dire le cose come stanno. Una donna i grande spirito in mezzo ad un branco di uomini fuori come cavalli (gli Adobe Guru). Le abbiamo chiesto un’intevista ed è stato uno spasso, a momenti si metteva a cucinare per noi.
Se non è disponibilità questa, fate voi…
Ciao Laura, che onore averti qui. Che si dice?
Ciao ragazzi, l’onore è tutto mio. Più vi conosco e più penso che, oltre ad essere in gamba, siete davvero simpatici. Mi calza a pennello il modo professionale e allo stesso tempo scanzonato con il quale affrontate gli argomenti.
Sappiamo da fonte sicura che gli Adobe Guru sono una banda di fuori di testa. Ti risulta? E come ci si trova una donna in questa banda di ragazzoni?
Ehm… una banda di fuori di testa? Noi? Noooooo assolutamente. Siamo tutti serissimi (quando dormiamo!). La prima domanda del test a cui ti sottopongono per entrare a far parte dei Guru è: “quanto sei normale da 1 a 10?” A voi immaginare qual è la media…
Battute a parte nella banda mi sono sentita subito a mio agio, forse perché ho sempre lavorato con ragazzoni. Prima di mettermi in proprio, per qualche anno ho rivestito il ruolo di responsabile grafico in una redazione in cui ci si entusiasmava per schede video che rullavano e processori che macinavano… non erano certo argomenti femminili, ma mi sono adeguata senza fatica.
Tu lavori nel mondo della comunicazione. A parte il tuo numero di telefono (Laura è una gnocca spaventosa) dacci qualche consiglio utile per quelli che aspirano a fare questo lavoro e un consiglio per coloro che lo fanno già.
Insegnare è una delle attività che svolgo regolarmente e che adoro. E’ bello lavorare a stretto contatto con i giovanissimi. Cerco di trasmettere loro la mia esperienza e di insegnare quello che so, in cambio ricevo e mi nutro dell’entusiasmo tipico di chi è all’inizio di un cammino ed è carico di speranze. In aula capita che si discuta dello spot che si è visto la sera prima in TV o della campagna fresca di stampa.
Molti studenti alle prime armi pensano di riuscire a far sicuramente meglio (un po’ come fanno gli uomini al bar il lunedì mattina. Avete notato che diventano tutti allenatori?). Ma le loro illusioni sfumano quando si trovano davanti a un foglio bianco e gli si chiede di buttar giù qualche idea per pubblicizzare un tal prodotto, rivolto a un tal target e in un tot di tempo.
Il mio consiglio per chi intende avvicinarsi al mondo affascinante e allo stesso tempo “crudele” della pubblicità e della comunicazione in generale è di continuare a credere in se stessi sempre, ma con umiltà. Osservare e imparare dal lavoro degli altri, collezionando tutto quello che vi ha colpito in negativo e in positivo. Quando sarete a corto di idee provate a sfogliare quello che avete raccolto, vedrete che inaspettatamente si accenderà una lucina.
Il mio consiglio, invece, per chi già fa questo mestiere, è di “reinventarsi” sempre. Sperimentare, prendere di buon grado tutti i cambiamenti e continuare a coltivare l’entusiasmo anche se si è già “arrivati”.
Non negarlo… hai una copia di Photoshop sotto il cuscino. Ci snoccioli un paio di dritte che dovrebbero tenere presente tutti quanti (newbie, appassionati ed esperti), un paio di trucchi del mestiere al volo?
Cavolo mi avete scoperto… ebbene sì accanto al libro “Come diventare velina e sposare un calciatore”, custodisco una copia di quello che, a ragion veduta, è il più popolare programma di fotoritocco. La prima volta che ho sentito parlare di Photoshop è stato quando Adobe ha lanciato la versione 3 (ammazza quanto sono vecchia!). Oggi siamo alla CS4 e nonostante lo “frequenti” ormai da tantissimi anni continua a stupirmi. Una dritta che mi sento di dare agli utenti di tutti i livelli per essere subito produttivi è di sfruttare la possibilità di personalizzare l’Area di lavoro, soprattutto se si lavora in team e non si utilizza sempre la stessa macchina (a me succede spesso). Una volta che abbiamo personalizzato i menu, le scorciatoie da tastiera, la visualizzazione e la posizione dei pannelli secondo il nostro modo di lavorare, salviamo l’area di lavoro dal menu Finestra>Salva area di lavoro. La chicca che forse non tutti sanno è che l’Area di lavoro è un file che possiamo copiare su una chiavina Usb e portarci dietro ovunque, basta andare nella cartella Adobe Photoshop CS3 Settings/WorkSpaces. Con questo metodo ci “sentiremo a casa” ovunque.
Quali sono i siti web che ti attizzano in materia di digital Imaging e creatività?
Un buon punto di partenza potrebbe essere il sito di Computer Arts (http://www.computerarts.co.uk/) e Digital camera (http://www.dcmag.co.uk/). Vi raccomando caldamente anche le versioni cartacee. Ogni mese vengono mostrati i lavori e illustrate le tecniche dei migliori graphic designer, web designer e fotografi provenienti da tutto il mondo.
E su che siti web vai quando vuoi distrarti dal tuo lavoro?
Distrazioni me ne concedo ben poche. Trovo interessante e divertente visitare i siti che si occupano di marketing alternativo o se proprio voglio evadere mi faccio un giretto su Facebook ![]()
A proposito su FB mi ha contattato un certo Massimo Furia, voi per caso lo conoscete?
Ssssstttt… non svelare la mia identià segreta ![]()
Altra domandazza: un libro che non dovrebbe mai mancare nella biblioteca del buon utente di Photoshop?
Vi consiglio una rivista e un libro.
La rivista: Photoshop Magazine. Casa editrice PlayMedia Company – Una guida completa al fotoritocco e all’illustrazione digitale.
Il libro: Phtoshop CS3 per la fotografia digitale. Autore Scott Kelby. Il libro svela tecniche innovative e trucchi che consentono a professionisti e hobbysti della fotografia di sfruttare in maniera efficace le funzionalità di Photoshop.
Come a scuola: parlaci di un argomento a piacere con tema Photoshop. Una cosa che ti sta veramente a cuore e che vorresti raccontare.
Parliamo degli Oggetti avanzati (in inglese Smart Object). Per chi come me ha conosciuto Photoshop dalle prime versioni sa che non era cosa semplice raggiungere subito un risultato soddisfacente. Anticamera della perfezione era una lunga sperimentazione. Magari un’immagine sulla quale avevi lavorato per ore e che trovavi meravigliosa, fatta decantare per un giorno aveva perso il suo fascino. E allora ti mordevi le mani perché per essere perfetta sarebbe bastato non applicare il filtro “X”. Il trucco al quale spesso si ricorreva era salvare più copie dello stesso file in fasi diverse della lavorazione. Risultato? 200 Gb sul tuo hd che implorava pietà.
Quando ho visto in azione per la prima volta gli Oggetti avanzati sono rimasta a bocca aperta. Finalmente potevo ridimensionare, ruotare, distorcere, applicare un effetto a un’immagine non solo senza perdere di qualità ma intervenendo sul settaggio dei filtri tutte le volte che desideravo. La mia esclamazione ricordo fu: “beep che figata!”
Un gossippone sul mondo della comunicazione e delle agenzie?
Mmmhhhh vediamo un po’ più che un gossip vi posso rivelare un segreto. In ogni agenzia c’è un cassetto o un armadio dove è riposto il “MAIALE”.
No ragazzi non fatevi illusioni non si tratta di cibo, riponete coltello e forchetta…
Dicesi Maiale, tutte quelle campagne che, scartate dal cliente, vengono riproposte su altri progetti, quindi così come del “Maiale non si butta via niente” allo stesso modo anche nelle grandi agenzie si adotta la sana pratica del riciclaggio.
Grazie Laura (non ci vuole l’apostrofo vero?). E’ stato un grande piacere chiacchierare con te. Tornerai a trovarci?
Chiedilo a Petrarca lui sicuramente saprà illuminarti.
Il piacere è stato tutto mio. Alla prossima, ragazzi.
http://www.zefiro-comunicazione.it
http://www.linkedin.com/in/lauraloprieno




December 31st, 2008 alle 10:06
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