fotografia-ditigale-aspettare-il-momento-per-lo-scattoIl tempo scorre inevitabilmente, e non c’è modo di poterlo fermare, che lo si voglia oppure no, tutto cambia, si evolve si modifica.
Tuttavia la fotografia ci dà un potere straordinario, grazie a lei possiamo cogliere un momento e renderlo eterno, in altre parole la fotografia ha il potere sovrannaturale di bloccare il tempo, cosa che neanche noi riusciamo a fare visto che i nostri ricordi con gli anni cambiano, si affievoliscono e a volte vengono dimenticati, ma le fotografie no.

Nel mondo moderno siamo subissati da immagini e fotografie, ogni giorno involontariamente ne vediamo a centinaia, sui cartelli pubblicitari, su internet, sulle riviste, solo per fare qualche esempio.

Ebbene sì, ci hanno insegnato che nella comunicazione “un immagine vale più di 100 parole” ed è per questo che le campagne pubblicitarie sono fatte di poche parole e di un immagine forte in grado di far cogliere l’attenzione e suscitare emozioni.

Tuttavia siamo così tempestati dalle immagini che spesso dimentichiamo il potere stesso delle fotografie.

Provate però a prendere un vecchio album impolverato e riguardate le foto di qualche decina di anni fa, magicamente vi faranno tornare indietro nel tempo al momento in cui sono state scattate, vi potranno far sorridere, addirittura piangere, suscitare malinconia, ma di certo non vi lasceranno indifferenti.

Tutto questo per dire cosa?

Il messaggio che volevo darvi è quello di non dimenticare che quando scattate una foto congelate per sempre una scena, un emozione, un istante, per cui scegliete bene cosa fotografate nel momento in cui fate “click”, non scattate tanto per scattare, non serve a niente tornare a casa con 300 foto quando tutte e 300 starebbero meglio nel vostro cestino, meglio tornare a casa con una sola foto, ma carica di emozioni.

Caspita quante parole, qualcuno si sarà annoiato … ma se è vero che “un immagine vale più di 100 parole” passiamo a commentare qualche fotografia nella speranza di rialzare l’attenzione:

Cosa c’è di meglio di un safari fotografico per esprimere il concetto che bisogna avere pazienza e aspettare a volte ore, giorni per realizzare una foto.

Bisogna essere pronti a scattare appena succede qualcosa di interessante come questa leonessa che si rotolava per terra.

(Tanzania)

safari fotografico - kenya
Oppure cogliere l’attimo, quella frazione di secondo in cui lo sguardo di questo leone si è incontrato con il mio prima che tornasse a mangiare la sua preda e non si curasse più di noi.

(Kenya)

safari fotografico - kenya
Spesso mi chiedono se queste zebre le ho messe in fila io o se le ho clonate col timbro di Photoshop, eppure per un attimo tutte bevevano contemporaneamente e ordinatamente.
safari fotografico - zebre
Questi due scatti sono stati realizzati a distanza di pochi secondi uno dall’altro e descrivono lo stesso evento, un ghepardo che all’improvviso balza su una jeep, tutte e due sono delle immagini simpatiche, ma io farei vedere solo la seconda, dove la ragazza grida spaventata perché la rende più particolare.

State pronti a scattare, spesso le situazioni cambiano velocemente.

guida alla fotografia digitale: state pronti a scattare
guida alla fotografia: pronti a scattare 2
Non è necessario andare in Africa per scattare delle foto agli animali, certo se potete andare ve lo consiglio vivamente è un posto magnifico.

Potete però andare più semplicemente al lago e aspettare che succeda qualcosa di interessante, come in questo scatto di un simpatico cigno al tramonto

fotografare al lago
Aspettare il momento giusto a volte vuol dire aspettare l’ora giusta della giornata.

Una chiesa, un monumento sono immobili, ma le foto di questi soggetti cambiano se lo riprendiamo all’alba, a mezzogiorno o al tramonto, quindi studiate il vostro soggetto e trovate il momento giusto per fotografarlo in base alla foto che volete realizzare

Mont Saint Michel al tramonto
(Le Mont Saint Michel al tramonto)
A volte non basta aspettare l’ora giusta della giornata, ma serve anche la stagione giusta come in questo scatto dove le tinte rosse del cielo al tramonto si fondono con il rosso delle foglie autunnali.
fotografare l'autunno
Concludo dicendovi: Pianificate i vostri scatti!

Non smetterò mai di ripetere che non serve scattare a raffica nella speranza di fare uno scatto che vi piaccia.

Pensate prima cosa volete comunicare, pre-visualizzate l’immagine nella vostra mente e poi cercate di realizzarla nel migliore dei modi cogliendo l’attimo.

Direte: semplice a dirsi, ma un po’ meno a farsi e vi posso dare ragione, ma sforzatevi a farlo e quando ci riuscirete sarete soddisfatti dei vostri scatti, avrete tradotto in un’immagine un vostro concetto.

Volete un esempio?

Ero a New York e volevo realizzare una foto dei famosi tombini fumanti che sono così caratteristici di questa città, volevo però ambientarla nel contesto cittadino e aggiungere dinamismo per esprimere la tipica vivacità newyorkese.

Questa è l’immagine che avevo in mente: una strada trafficata con i tombini fumanti e con i taxi gialli che sfrecciano portando in giro la gente.
Per realizzarla sono andato nella famosa 5th Avenue a Manhattan, ho cercato un tombino fumante, ho piazzato il cavalletto e la mia macchina fotografica, scelto un tempo di posa lento per avere le auto mosse (1/8 sec.) e ho aspettato che passassero dei taxi.

Sono bastati pochi minuti visto il numero impressionante di taxi in circolazione ed avevo realizzato l’immagine che volevo.

Per enfatizzare l’immagine, in Photoshop ho trasformato lo scatto in bianco e nero lasciando colorati solo i taxi e le bandiere americane.

Ecco il risultato finale:

enfatizzare l'immagine in Photoshop: Manhattan
(Manhattan, 5th Avenue)

Buoni scatti e alla prossima puntata!

3 Commenti a “Guida alla fotografia digitale: aspettate il momento giusto, sarete ricompensati”

  1. feibius Says:

    Grazie dei consigli.
    Africa che nostalgia!!!

  2. francesco Says:

    grande , questo consiglio mi sarà di grande aiuto! grazie tante

  3. Gloria Says:

    Meravigliosa l’Africa, un sogno. Spero di andarci un giorno.

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