Guida alla fotografia digitale: rompete gli schemi e siate creativi
Posted by By Mauro Martignoni at 22 July, at 10 : 46 AM
Eccoci arrivati al 14esimo e ultimo consiglio di questa mini guida che non aveva certo le pretese di insegnarvi tutti i segreti della fotografia, ma che voleva semplicemente stuzzicare il fotografo che c’è in voi ed aiutarvi con qualche dritta per farvi ottenere degli scatti fotografici sempre più belli e accattivanti.
La conoscenza della tecnica è importante per poter ottenere il risultato che si vuole, non si può certo andare per tentativi nella speranza che si ottenga qualcosa come per magia, quindi spendete un po’ di tempo a studiare la teoria, per fare un paragone è come se un aspirante musicista pretendesse di sedersi al pianoforte di schiacciare qualche tasto a caso ed ottenere una musica fantastica senza avere mai preso lezioni di piano.
Dovrete sforzarvi inoltre a diventare voi i primi critici delle vostre foto, a guardarle attentamente per capire cosa c’è che non va e cosa poteva essere migliorato durante lo scatto (composizione, esposizione, messa a fuoco ecc). Non voglio che diventiate dei masochisti che godono nel vedere i propri errori, vorrei invece che impariate dai vostri sbagli affinché possiate migliorare.
Non è difficile e vi accorgerete presto che state migliorando, inizierete a notare gli errori sempre prima, non più quando guardate le foto a casa vostra sul computer, nemmeno mentre state scattando, ma addirittura prima ancora di prendere in mano la macchina fotografica saprete se quello dove siete è il punto di ripresa ideale, quale obbiettivo usare, se sovra o sotto-esporre, se usare un diaframma aperto o chiuso, cosa mettere a fuoco e addirittura se vale la pena tirare fuori la macchina fotografica dalla borsa o se è meglio lasciarla dov’è e non scattare del tutto.
La maggior parte di voi oggi userà il digitale, come me del resto vista la qualità raggiunta dalle fotocamere digitali di ultima generazione e dalla maggior versatilità se confrontata con la pellicola, ma noi fotografi che abbiamo iniziato a scattare in diapositiva avevamo la regola di 3 scatti buoni su un rullino da 36, ossia bisognava selezionare 3 foto su 36 e i fotografi più rigidi dicevano addirittura che le altre 33 foto dovevano finire direttamente nel cestino.
In teoria oggi col digitale si può vedere subito se l’esposizione è corretta o meno e quindi decidere se cancellare subito le foto non riuscite e ottenere così il risultato sperato più velocemente e senza sprechi, ma è veramente così?
Se prima su 36 scatti ce ne erano 3 di buon livello, degne di essere messe sul portfolio del fotografo, oggi ce ne saranno sì e no 2 su 100.
Il digitale, per il fatto che 10 o 100 o 1.000 scatti hanno lo stesso costo, ha fatto diventare i fotografi più pigri e meno attenti in fase di ripresa. Lo so, ho già trattato questo argomento nelle scorse puntate, ma non mi stancherò mai di ripeterlo: lavorate con la testa mentre scattate e tornate a casa con meno scatti possibili, ma con degli scatti con la S maiuscola che sarete fieri di far vedere ai vostri amici, non cadete nella trappola dello scattare tanto per scattare, quello lasciatelo fare ai giapponesi che vengono in Italia come turisti.
La teoria è importante, ma ricordate anche che non è tutto, non pensate che una foto debba essere fatta necessariamente seguendo rigorosamente alcuni canoni e regole, sentitevi liberi di rompere questi canoni quando volete per esprimere meglio la vostra creatività.
Le foto che scattate parlano sempre di voi anche se voi siete dall’altra parte dell’obbiettivo.
Le foto sono un espressione del fotografo, un modo in cui solo lui ha visto la realtà e ha colto un attimo, un sentimento e spesso proprio emozioni e sentimenti hanno poco di razionale e definito per essere incastonati in rigide regole.
Come ormai buona abitudine passiamo a vedere qualche scatto:
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| Brooklyn Bridge – New York
Sono molto affezionato a questo scatto, un po’ diverso da come normalmente ci immaginiamo il ponte di Brooklyn, ma molto originale soprattutto grazie all’uso di un obbiettivo fisheye che ha deformato le linee cadenti (guardate i cavi, ma soprattutto la linea dell’orizzonte e i palazzi) Vi ricordate la regola dei terzi? Era il primo dei 14 consigli ed è una regola compositiva molto importante, ma non sentitevi schiavi di dover sempre decentrare a tutti i costi i soggetti. Al contrario alcuni soggetti, soprattutto se simmetrici, sono perfetti se centrati, danno così una sensazione di equilibrio e stabilità. Volete un altro esempio di prospettiva insolita? Ecco un altro scatto fatto con un obbiettivo fisheye 16m Campo di tulipani – Olanda |
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| Non necessariamente si deve usare un obbiettivo fisheye per avere un punto di ripresa interessante e alternativo, ecco lo stesso soggetto ripreso da un’altra angolazione e sempre senza rispettare la regola dei terzi |
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| Altri esempi che non seguono la regola dei terzi, eccoli… |
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| Campo di lavanda – Provenza Volete esprimere dei concetti, rendere le foto meno reali e più “astratte”? Usate il bianco e nero! Col digitale è molto più facile di un tempo, ogni foto a colori può essere trasformata in bianco e nero e i filtri colorati che ci portavamo dietro una volta possono essere applicati con Photoshop al momento della conversione. Ecco la foto dell’esempio di prima trasformata in bianco e nero, personalmente la trovo più bella ed espressiva al punto che se avessi dovuto scegliere quale usare non avrei avuto dubbi, quella black & white! |
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| Continuiamo allora con qualche altro esempio in bianco e nero… |
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| Campagna toscana |
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| Forse non lo sapevate neanche, ma Polaroid aveva un rullino 35mm diapositive in bianco e nero a sviluppo immediato. Sì avete letto bene a sviluppo immediato, si scattava il rullino in una normale reflex, si metteva in un aggeggio per qualche minuto e si avevano così delle diapositive in bianco e nero favolose.Purtroppo questi rullini non sono più prodotti da tempo, ma questo scatto degli occhiali sul libro è stato appunto realizzato con un film istantaneo polaroid, poi la diapositiva è stata volutamente rigata e rovinata per dare quel sapore retrò e poi passata allo scanner per diventare un file digitale.
Volete sapere come si chiamava questa diapositiva? Polaroid POLAPAN 35mm, cercate in google se siete curiosi, peccato che non ci siano più. |
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| Trafalgar Square – Londra
Solo un bianco e nero poco contrastato poteva rendere questa atmosfera di altri tempi di una delle città più famose di Europa. |
| Guardatevi intorno alla ricerca di soggetti insoliti e componete le vostre foto.
Di certo non ero uscito con l’idea di fare questo scatto, ma quando l’ho visto ho capito che dovevo fotografarlo, non è niente di particolare, ma nonostante siano passati parecchi anni sono ancora molto affezionato a questa foto. Quindi se vedete qualcosa che attira la vostra attenzione provate a fotografarlo. |
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| Fatevi attirare anche dalle forme geometriche e componete le vostre foto come se steste disegnando su un foglio di carta. |
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| Usate dei simboli, una panchina vuota ad esempio evoca solitudine, in questo caso accentuata dall’albero spoglio in inverno che si contrappone alla panchina e alla tonalità fredda del viraggio sul blu.
Non necessariamente il bianco e nero deve essere proprio bianco e nero, anzi la maggior parte delle volte le foto una volta trasformate in bianco e nero vengono poi virate su toni seppia o di altre tonalità per restare sempre monocromatiche ma con una tinta colorata come in questo esempio: |
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| Alberi in controluce – Yosemite Park USA |
| Gli spunti per sbizzarrire la vostra creatività possono arrivare anche da soggetti semplici come i portoni colorati, in questo caso il soggetto diventa proprio il colore, forte e dominante: |
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| Alcuni soggetti richiamano l’attenzione proprio per i colori e sarebbe un peccato trasformarle in bianco e nero, perderebbero il loro punto di forza.
Altre immagini invece (come negli esempi precedenti) il colore rischia di distogliere l’attenzione e quindi è meglio giocare sul bianco e nero per trasmettere meglio il concetto che c’è dietro lo scatto fotografico. |
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| Cercate nella semplicità i vostri soggetti, cosa c’è di più semplice di un filo d’erba?
Fotografatelo in controluce per far risaltare i dettagli e le forme. Avrei molte altre foto da farvi vedere e commentare, ma ora è il momento che scattiate voi, sperimentate e non lasciatevi deludere dai risultati magari all’inizio poco soddisfacenti, della serie “nessuno è nato imparato” !!! Non posso concludere questo consiglio sulla creatività che con una bellissima citazione tratta dal libro “Il Piccolo Principe”, (se non l’avete mai letto, correte a comprarlo!) “Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: Ricordatevene quando scattate, usate il cuore prima degli occhi e poi la macchina fotografica! Farete molta strada… |
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| Buoni scatti a tutti, liberate la vostra creatività e a presto con delle nuove lezioni.
Mauro |






























[...] Guida alla fotografia digitale: rompete gli schemi e siate creativi mercoledì 22 luglio 2009 | Tratto da: http://www.total-photoshop.com/ [...]
Guida alla fotografia digitale: rompete gli schemi e siate creativi, 2 anno fà
grazie davvero, ho seguito tutte le tue lezioni!!!
Sara, 2 anno fà
Spero che non finira qua!? cmq. Grazie1000
Aicma, 2 anno fà
…. non finisce assolutamente qui
Max, 2 anno fà
è ua vita che rompo gli schemi!!!si azzarda!magari sbagliando…complimenti
rosanna, 2 anno fà
“Le foto che scattate parlano sempre di voi anche se voi siete dall’altra parte dell’obbiettivo.”
Quanto di più vero.
E’ un po’ come il “siamo quello che mangiamo”.
Io direi, Siamo quello che fotografiamo! Esattamente così
Grazie per tutti i tuoi preziosi consigli.
Gloria, 2 anno fà
“La conoscenza della tecnica è importante per poter ottenere il risultato che si vuole, non si può certo andare per tentativi nella speranza che si ottenga qualcosa come per magia, quindi spendete un po’ di tempo a studiare la teoria”
Mauro, che libri potresti consigliare a chi è alle prime armi?
Grazie mille
Roberto Raggio, 2 anno fà
Ciao Roberto,
sorry per i tempi un po’ biblici nel rispondere…
Concordo pienamente, lo studio e la lettura sono fondamentali per imparare.
Se vuoi dei libri fatti bene e divisi per argomenti tematici puoi prendere le guide di Editrice Reflex:
http://www.fotografia-reflex.it/bibliotecadelfotografo.aspx
Buona lettura
Ciao, Mauro
Mauro Martignoni, 2 anno fà
se vuoi comprare la pellicola polaroid polapan 35 mm http://shop.ebay.com/i.html?_nkw=Polaroid+POLAPAN+35+mm&_sacat=0&_dmpt=US_Camera_Film&_odkw=Polaroid+POLAPAN+35mmm&_osacat=0&_trksid=p3286.c0.m270.l1313
faust, 1 anno fà
Ciao Faust,
Ho lavorato 8 anni in Polaroid e conosco benissimo la Polapan 35mm, semplicemente favolosa, una diapositiva in bianco e nero a sviluppo immediato… Unica!!!
Se qualcuno volesse provarla la consiglio, ma dubito siano ancora buone e non sacadute e soprattutto per svilupparla serve lo sviluppatore polaroid.
Ciao, Mauro
Mauro, 1 anno fà