Video corso di fotografia digitale: Esposimetro ed esposizione

Video corso di fotografia digitale: Esposimetro ed esposizione

L’esposimetro è il cuore della macchina fotografica, quella parte che ci permette di comprendere in quali condizioni stiamo per scattare la nostra foto e come dovremmo scattarle per ottenere il miglior risultato possibile.
Detta così sembra un’ovvietà, in realtà dell’esposimetro vanno conosciuti pregi e difetti per capire quando ci conviene utilizzarlo e quando invece vanno fatti interventi manuali (e quali) per correggere eventuali problemi di esposizione.
E’ il caso del “cane nero e di quello bianco”.

10 Commenti a “Video corso di fotografia digitale: Esposimetro ed esposizione”

  1. Andrea Ceccarini Says:

    Quindi per fotografare correttamente un cielo stellato, dove il 99% del colore è nero, di quanto bisognerebbe sottoesporre la foto?
    Grazie mille
    Andrea

  2. Mauro Martignoni Says:

    Ciao Andrea,

    Esporre un cielo stellato è praticamente impossibile utilizzando l’esposimetro in quanto la luce è talmente poca che senz’altro ti darà il messaggio “LOW” o errore.

    Il problema si aggira diversamente. Ti faccio un esempio un po’ più semplice che è lo scatto di una foto dela luna. A seconda che occupi più o meno il fotogramma l’esposizione matrix è comunque da evitare perchè è una situazione critica, una fonte di luce su fondo nero.
    Meglio procedere con la lettura spot e andare a leggere tempo e diaframma proprio al centro della luna. Supponiamo di ottenere f8 1/125sec. Questo si riferisce però ad un grigio medio, mentre la luna è molto luminosa, quindi per evitare di trovarci una luna sbiadita dobbiamo sovraesporre di almeno 1 stop o meglio ancora 2 stop. Quindi lo scatto sarà fatto in manuale a f4 1/125sec (sovraesposto di 2 diaframmi)

    Se provi a fotografare la luna con un tele, attenzione che la luna si muove velocemente e quindi non potrai permetterti di utilizzare tempi lunghi sopra il secondo.

    Se invece vuoi fotografare le stelle prova a fare degli scatti con tempi di esposizione molto lunghi, anche di 10-15 minuti.

    Se poi vuoi provare un effetto molto bello di foto notturna puoi puntare la macchina verso la stella polare (è l’unica che non ruota e resta fissa) per un tempo anche di 2-3 ore (o addirittura tutta la notte) per vedere tutte le atre stelle che ruotando creeranno una scia concentrica attorno appunto alla stella polare.
    Guarda questo esempio:
    http://www.martin-wagner.org/stars.jpg

    Tutto chiaro???
    Ciao e buone foto stellate :-)

  3. rinux56 Says:

    Perdonami Mauro ma l’esempio sulla macchina non l’ho capito. Tu, inizialmente, imposti un diaframma f/5.6 e prosegui dicendo che <>. Ora mi chiedo: se la macchina ce l’hai impostata in manuale – credo sia così visto che non avrebbe senso il discorso in caso di ripresa “a priorità di diaframmi” dove io imposto l’apertura e la macchina mi calcola in maniera automatica il tempo di scatto che magari vedrò solo nell’exif- dov’è che essa mi dice che tempo di scatto devo utilizzare? Non sono io che devo smanettare sulla ghiera dei tempi (sulle Nikon la c.d. secondaria) fino a che l’esposimetro non si posiziona sullo zero della scala avvertendomi in tal modo dell’esatta esposizione? E solo così posso rendermi conto del valore del tempo di scatto per il quale la scena ripresa mi venga esposta correttamente?
    Ciao e grazie da Rinux.

  4. rinux56 Says:

    Nel messaggio precedente nelle parentesi ci doveva stare quanto segue:
    <>
    Ovviamente ciò per completezza.
    Ciao.

  5. rinux56 Says:

    Non capisco perchè nell’inserire il commento la parte racchiusa in parentesi la omette.
    Allora, sempre per completezza, in parentesi c’è:
    “… e la macchina, grazie alla lettura dell’esposimetro, mi dice che devo utilizzare un tempo di scatto di 1/10 di secondo …”
    Ciao e ancora grazie.

  6. Mauro Martignoni Says:

    Ciao Rino,
    Non sono sicuro di avere capito benissimo la tua domanda, ma cerco di spiegare nuovamente il concetto, magari riesco a essere più chiaro.

    Nel video mi riferivo ad una lettura in priorità di diaframma, ossia io imposto il diaframma f 5.6 e l’esposimetro in quella particolare condizione luminosa mi dava 1/10 sec.

    Se poi chiudo il diaframma di uno stop e quindi vado a f8 il tempo che mi sceglie la macchina sarà 1/5 sec, oppure se aprissi a f4 diventerebbe 1/20sec.

    Non capisco quando parli dell’exif, è vero che nell’exif vengono memorizzati tutti i dati di scatto, ma questo non c’entra su come la macchina legge la luce in priorità di diaframmi o manuale.

    Riassumiamo:
    Se sei in priorità di diaframmi, tu lavori sul diaframma e la macchina sceglie il tempo (che però vedi subito al momento della ripresa sul display, non devi aspettare di leggere l’exif)
    Se lavori in manuale devi sì smanettare anche sulla ghiera secondaria per portare a zero la sovra o sotto esposizione.

    Alla fine la coppia tempo e diaframma sarà la stessa f5.6 1/10 sec e f8 1/5 sec sia che operi in manuale che in priorità di diaframmi.

    Spero di aver chiarito i tuoi dubbi

    ciao e buone fotografie :-)

  7. rinux56 Says:

    Ciao Mauro. Per scusarmi mi dovrò cospargere il capo con alcuni chili di cenere.
    E’ stata la mia abissale ignoranza a dettarmi quella stupida domanda. Mi spiego: io utilizzo la mia D300s – ti dirò, ho lasciato di scrivere questa risposta per tirarla fuori e provare – sempre in manuale per cui le altre modalità non le ho mai provate neanche pur puro sfizio; tanto da ignorare, appunto, che lavorando “a priorità di”, una volta impostato manualmente un parametro (diaframma o tempo di scatto) la macchina non solo mi sceglie l’altro parametro ma me lo visualizza (e bello grosso, accidenti a me!) non solo nel mirino ma anche nel display accanto al pentaprisma.
    Scusami ancora Mauro e grazie per la risposta.
    Un grosso saluto da Rino.

  8. rinux56 Says:

    Ancora una cosa Mauro. Ho diverse amicizie tra fotografi di professione, ovviamente nell’ambito della fotografia da cerimonia: matrimoni, battezzi, meeting e quantaltro. Tra questi la maggioranza scatta in Program affidandosi totalmente agli automatismi della macchina. Pochi, anzi uno scatta in manuale considerando tabù tutte le altre modalità di scatto.
    Ora ti chiedo: dove sta la ragione?
    Se devo riprendere la sposa nella sua camera da letto che magari ha delle pareti coloratissime e che “sparano” non poco, come posso pretendere di scattare in Program e magari facendo bilanciare il bianco alla macchina?
    D’altro canto come posso permettermi di stare lì a smanettare sulle ghiere pretendendo di riprendere in manuale azioni di una partita di calcio quando ho la necessità di cogliere a volo l’”attimo”?
    Può il paparazzo di professione permettersi, in momenti particolarmente movimentati, riprendere in manuale?
    E’ proponibile che un fotografo pubblicitario possa, in studio, riprendere in Program?
    E via di questo passo.
    Mi piacerebbe sapere il tuo autorevole pensiero in modo da potermi fare un’idea.
    Ciao da Rino.

  9. vincenzo Says:

    ciao Mauro, seguo ogni volta con interesse i tuoi video corsi, fatti e spiegati in modo molto chiari ed esaustivi.Ti chiedo una cortesia,vorrei tanto imparare la tecnica per foto notturne,capire ad esempio come faccio ad avere una giusta eposizione su una scena dove ci sono luci e parti scure.
    Spero in un tuo aiuto
    Ciao

  10. Mauro Says:

    Ciao Vincenzo,
    Scattare in notturna non è semplicissimo perchè dipende la che illuminazione ha la tua scena e soprattutto dalla diferenza di diaframmi che c’è tra le zone più illuminate e quelle meno illuminate.

    In passato con la pellicola si faceva una lettura spot su un area che sembra essere quella equivalente a un grigio 18%, dopodichè si scattava in bracketing, ossia una serie di scatti sotto e sovraesposti per essere sicuri di averne una corretta.

    Il digitale in questo rende le cose molto più semplici perchè ci consente di vedere in tempo reale il risultato e fare tutte le prove che vogliamo a costo zero (in passato ogni scatto aveva un costo)

    Quindi il consiglio è comunque quello di usare l’approccio che si aveva con la pellicola, fare una lettura spot su una zona a media illuminazione e impostare quei valori per tutta la scena.

    Ciao e buoni scatti notturni :-)

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