Webdesigner: istruzioni per l’uso di una professione iper dinamica

Pubblicato il: 29/03/2010
17 commenti

Che dire? Che il modo di lavorare e di approcciarsi al lavoro sia cambiato credo che non sia più una novità per nessuno.
Una volta ci si aspettava di portare un curriculum in qualche agenzia e si sperava di essere assunti per  piantare radici e “fare carriera”.
Oggi la carriera uno se la deve inventare se vuole farla.
La professione del webdesigner è diventata una di quelle occupazioni a maggior tensione di cambiamento, come direbbero i sociologi.
Per fare questo lavoro, fino a qualche tempo fa, dovevi saper masticare di (x)html, di Photoshop e almeno qualcosina di Flash. Oggi non basta più.
Se vogliamo dirla tutta il webdesigner è diventato la figura lavorativa a più alto quantiativo di competenze incorporate in un’unica persona.

Se il tuo obbiettivo è fare un sito web che fai?
Prima di tutto ti chiarisci le idee su ciò che ci metterai, sui contenuti.
Poi ti fai un’idea della grafica, dell’interfaccia che determinerà la cosiddetta “esperienza dell’utente”.
Fatto questo vuoi dirmi che non pensi di inserirci delle foto, delle immagini che rappresentino meglio i tuoi concetti? Magari sottoforma di galleria interattiva o, addirittura animata?
E, fatto questo, vuoi dirmi che non ti piacerebbe che alcune argomentazioni del tuo sito siano rappresentate attraverso dei filmati? Magari girati da te con l’aiuto dell’amico/collega che ha la video camera in HD nuova di zecca?
E ai tuoi filmati non vuoi aggiungere un tocco di orginalità con qualche animazione d’effetto o qualche passaggio di un certo impatto?
E i contenuti del tuo sito come pensi di aggiornarli? Non vorrai mica crearti pagine HTML di volta in volta, spero?! Quindi ti tocca pensare ad un sistema di gestione dei contenuti (WordPress, Joomla, Drupal… oppure?).

E, una volta che le idee sono chiare su tutto quanto questo, bisogna anche fare in modo che i motori di ricerca si accorgano del tuo sito… altrimenti a che serve?

Ma chi lo fa tutto questo lavoro?
Se stessi lavorando all’interno di un’agenzia super strutturata allora per ognuna di queste cose, probabilmente, ci sarebbe una persona specializzata. La verità, almeno quella di questo momento storico specifico, è che di agenzie in grado di sostenere un apparato professionale di questo genere ce ne sono ben poche e i professionisti (o free lance) in grado di operare in un’unica direzione, su un solo terreno, sono ancora meno.
Tradotto in soldoni: se vuoi lavorare nell’ambito del web devi aumentare le tue competenze.

Questo non significa diventare dei “tuttologi”, ossia personaggi che masticano un po’ di questo e un po’ di quello ma che, in fondo, sanno poco di tanto. L’obbiettivo del nuovo free lance è, semmai,  di specializzarsi in più aree in modo tale che possa coprire con flessibilità più ruoli.
Tocca fare una scelta, questo è vero. Non puoi occuparti di tutto in assoluto vista anche la vecchia abitudine delle giornate di continuare a durare 24 ore e non 48. Ma tocca sapersi orientare verso un panorama che si sviluppa in orizzontale anzichè in verticale.
Se vuoi fare web ci sono delle cose che non puoi non sapere. Tra queste: l’uso di Photoshop, di Fireworks, di Dreamweaver (XHTML, CSS, con l’aggiunta di un linguaggio lato server) e di Flash. Se poi sai anche maneggiare un po’ di Premiere e di After Effects allora hai vinto tutto.

Ma questo discorso non riguarda solo i webdesigner, ovviamente. Le stesse riflessioni devono fare anche coloro che, fino a ieri, si occupavano di grafica “tradizionale” (impaginazione, illustrazione, fotografia, etc..). Se vorrete sopravvivere nei prossimi anni è meglio che vi diate da fare a crearvi delle nuove competenze in grado di produrre risultati in uno spettro più ampio.
L’editoria come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi (giornali e riviste di carta) presto sarà come i dischi in vinile: una cosa da amatori e da collezionisti nostalgici.
Il giornale diventerà sempre più un prodotto multimediale che passerà per via digitale da un dispositivo all’altro. Chi rimarrà attaccato ai vecchi processi, con tutta probabilità, dovrà anche cambiare mestiere.
E’ un po’ come usare Photoshop: se hai la CS4 non puoi continuare ad utilizzare le stesse 4 funzioni che usavi in Photoshop 7. Sarebbe un errore, oltre che un peccato, viste le cose in più che puoi fare con la CS4 (e chissà con la CS5!).

Fosse anche solo una questione di linguaggio.
Se nel linguaggio professionale subentrano termini e strumenti nuovi tu devi sapere di cosa si sta parlando. Altrimenti? Altrimenti sei fuori.
Sento ancora dirigenti d’azienda che non hanno capito a cosa serve il marketing o perchè dovrebbero avere un sito web all’altezza del mercato. Qualcuno pensa ancora che avere un blog sia una cosa da ragazzini e che Facebook e Twitter sono per gente che ha tempo da perdere. Addirittura qualcuno mi ha detto che “social” è un termine di sinistra e che gli imprenditori sono gente concreta!
Dio ce ne scampi e calamari!
Molti editori italiani ancora non hanno capito che fine faranno le loro riviste e credono che la colpa dei cali nelle vendite sia dovuta al fatto che “la gente non legge più”. Ma quando mai?! Se la gente non leggesse come accidenti ti spieghi la crescente diffusione di Internet?
Il mondo è cambiato, cambia e muterà ancora di più nei prossimi anni.
Chi non mette gli occhiali per guardare oltre il proprio naso finirà con lo sbattere contro se stesso.

Non lo dico per spaventarti o scoraggiarti (qualcuno ha già sospirato dicendo: “ci sono troppe cose da imparare… non ce la farò mai”).
Te lo dico perchè tu possa arrivare preparato o, quanto meno, non darti trovare impreparato. Se non hai una rotta da seguire e ti limiti a navigare a vista potrebbe essere pericoloso e, soprattutto, la tua carriera verrebbe affidata alla fortuna.
Un mio vecchio maestro diceva: “se non fai un piano per te stesso qualcun altro lo farà al posto tuo”. Tradotto: se non ti crei una strategia di apprendimento continuativo per migliorare le tue competenze sarà la mutevolezza del mercato a costringerti a farlo.

Divertiti a fare ciò che fai ma non dimenticare che non puoi sederti su ciò che sai già.
Se oggi ti senti  ”avanti” domani potresti essere “obsoleto”.
La nostra non è una professione statica e, delle volte, nemmeno comoda.
Ma ci piace e, di sicuro, non ci annoia.

17 Commenti a “Webdesigner: istruzioni per l’uso di una professione iper dinamica”

  1. Tweets that mention Webdesign: ritratto di una professione in continuo cambiamento -- Topsy.com Says:

    [...] This post was mentioned on Twitter by Total-Photoshop. Total-Photoshop said: Nuovo post: Webdesigner: istruzioni per l'uso di una professione iper dinamica http://bit.ly/dBG9f1 [...]

  2. Filippo Says:

    Semplicemente, Ottimo!

  3. Andrea Cottini Says:

    Ciao,
    quello che hai scritto non mi scoraggia, anzi, per me è una boccata d’aria. Infatti mi sono sempre trovato in difficoltà nel collocarmi nel mondo del lavoro perché non ho mai avuto la volontà di specializzarmi su un determinato ambito: per come sono fatto io sapere tutto di un piccolo settore non mi ha mai affascinato, anzi mi è sembrato come chiudere le porte ad altri saperi E infatti ho fatto mio il detto che dice che “con l’iperspecializzazione si finisce col sapere tutto di niente”.
    Da qui però la mia quotidiana dose di frustrazione tipica del precario, nel pensare: “Dove vado io che mi piace un po’ di letteratura, un po’ di storia, un po’ di matematica, un po’ di informatica, un po’ di fisica…?”

    Anche seguendo i vostri ottimi tutorial mi sono accorto di essere nuovamente incappato nella volontà di voler imparare tutto: Dreamweaver, Photoshop, Flash, Php… per cui mi sono chiesto: “Se le mie energie sono 100, quanto è giusto dare 20 per ogni software (senza contare che maneggio anche Final Cut)?”
    Poi ieri sono stato al Photoshow qui a Roma e mi è sembrato di vedere in controluce quello che hai scritto te, cioè che per inventarsi qualcosa di veramente innovativo (per uno come me che non è un iperspecializzato in un settore) bisogna essere capaci di prendere tante fette da tante torte differenti, frullarle assieme e, solo a questo punto, usare la creatività per tirare fuori quello che prima non c’era

  4. claudio Says:

    Sono (pultroppo) d’accordo, dico pultroppo perchè nessuno sà con precisione quali programmi bisogna sapere usare.

    Questo sito tratta di programmi adobe ma non esiste solo adobe, esistono i programmi che gli fanno concorrenza, quelli che fanno altre operazioni, e sapere tutti è impossibile.

    Le scelte sono doverose, bisogna escludere il superfluo se no ci si perde.

    Ma quali sono i programmi da sapere? in realtà nessuno lo sà,se un azienda è abituata con un grafico web che usa il cad 3d per un sito , e si trova a doverlo sostituire, ne cercherà un altro che sappia il Cad 3d, anche se in teoria il cad 3D col web non centra nulla, per fare un esempio.

    Si stà creando confusione, si vede la professione di un grafico come quella di un operaio, perche non sanno che realizzare un immagine, che sia una foto, che sia un 3D, un vettoriale o il risultato di un codice, non sono la stessa cosa, cambiano modalità e competenze d’acquisire.

  5. ifurlo Says:

    Un articolo davvero stupendo, l’ho letto tutto d’un fiato! Splendido, complimenti!
    Mai sarei riuscito a descrivere questa professione in modo migliore. Hai ragione le cose sono tante, certe persone magari si sentono in crisi a dover conoscere tante cose, per me è uno sfogo, se dovessi fare solo Grafica, mi annoierei, se dovessi fare solo Foto, mi annoierei…così è sicuramente + impegnativo ma anche + gratificante. Infondo chi fa da sé fa per 33! ;)

  6. Domenico Cannetti Says:

    Grande Max :) da stampare e tenerlo accanto allo schermo appiccicato nel muro o incorniciato per poterlo rileggere giorno per giorno :D ;)

    !Bella 4 todos!

  7. Emanuele Says:

    OTTIMO ARTICOLO.
    A parte quell “Dio ci scampi e calamari!!”.
    Hehehe scherzo.
    Complimenti per tutto il lavoro svolto.
    Ciao

  8. gigi Says:

    personalmente farei delle maratone di web(TOTAL ovviamente) per imparare quanto più ce da sapere, ma resta una cosa personale, perchè un tuttologo non verrà mai ripagato dei suoi sacrifici, sono quasi un grafico (autodidatta), serigrafo e punciatore, e lavoro come operaio in una ditta di servizi generali.
    Vedi come sono messo!!!!
    Grande Max continua così!

  9. Stefano Sirianni Says:

    la cosa che più mi spaventa sono i CMS…ce ne son tanti..non capisco quali sono le peculiarità e differenze tra l’uno e l’altro..e questo mi scoraggia..per il resto mi sento più sicuro..

    PS: aprirete una sezione CMS per caso? :P vista la novità PHP (linguaggi lato server..)

  10. Fabietto Cinzia Says:

    Mi unisco anche io al coro dei complimenti.
    Mi occupo di tutt’altro, quel tutt’altro che ti da da vivere( sempre meno) e che ormai non ti appassiona più. Credo che la curiosità sia sempre stata per l’uomo fonte di cambiamento e il desiderio di conoscere ed apprendere cose nuove può solo giovare al nostro vivere quotidiano.
    Grazie ad Internet possiamo avvicinarci a nuove esperienze ma quanto tempo dedicare al’una e all’altra cosa, dipende solo da noi.
    Auguro a tutti i fans di TP ed in particolare a tutto lo Staff un buon lavoro.

  11. enz8 Says:

    ciao max, mi permetto di darti del tu…. condivido ogni tua singola parola. in questi giorni abbiamo avuto la riprova che internet, potrebbe soppiantare i ” tradizionali” mezzi di diffusione mediatica, mi riferisco alla puntata di raiperunanotte, 120000 connessioni contemporanee, e credo che questo sia stato un forte segnale per chi ancòra non ha capito che internet è il futuro… e sperando che si investa massicciamente sulla banda larga. possibilmente abbassando i costi. CMQ per ritornare al nocciolo della questione , ti pongo una domanda per capire esattamente come procedere in questa avventura, spero un domani professione. dal tuo punto di vista qual è il percorso formativo che ritieni più profiquo per l apprendimento. smandruzzare a più non posso con i vari programmi o percorrere una strada ben precisa? premettendo che è la passione che sposta il mondo.. nel ringraziare te e tutti gl altri maestri ti auguro buon lavoro. a presto

  12. Claudio M. Alessi Says:

    Ciao!

    Sono perfettamente d’accordo con quanto scrivi. E’ da tempo che ci penso ed e’ da tempo che ho deciso di dedicare un libro all’argomento in modo tale da facilitare’ i nuovi arrivati (e anche le vecchie talpe) a districarsi nel mondo dello sviluppo web cercando di coprire quanti piu’ argomenti possibili: web marketing, design, programmazione, SEO, etc.
    L’idea essenzialmente si e’ concentrata in un progetto, Pixman, che mira a fornire un libro scritto dalla comunita’ per la comunita’ con tutte le informazioni del caso.
    Il progetto e’ disponibile qui: http://pixman.altervista.org
    Attualmente non c’e’ scritto nulla apparte una breve introduzione. Ma spero che utenti interessati come me possano cominciare a contribuire facendo di questa passione un motivo di condivisione e divertimento.

    Saluti,
    Claudio M. Alessi

  13. marco Says:

    allora se è davvero così ci devo pensare sopra.. pensavo bastasse per la grafica saper utilizzare bene photoshop,illustrator e after effect,perchè poi alla fine nelle cs5 non vedo tutti questi gran cambiamenti,
    pensavo che comunque le cose essenziali e piu importanti
    erano possibili lo stesso,anche se in teoria per essere sinceri non ci vorrebbe molto per comprendere 3-4 funzionalità in piu di un cs nuovo,basta vedere come si fa una volta e hai fatto, perchè il programma lo si conosce bene.io SPERO non sia come dici,perlomeno per quanto riguarda un lavoro da grafico che non richieda niente d’impossibile, (gradirei una risposta cmq :) )

  14. Max Says:

    Niente di impossibile se uno ha curiosità e passione. L’approccio multidisciplinare è quello che ti permette di espandere le tue possibilità e di uscire dall’orticello di una professione che ha bisogno di continuo rinnovamento.
    La mia valutazione personale è che se impariamo ad uscire dai canoni dell’iper specializzazione sapendo abbracciare più discipline non diventiamo dei tuttologi ma dei professionisti a 360° in grado di relazionarsi in più ambienti e con competenze molto più allargate.
    Ci vuole tempo? Non è facile?
    E’ vero… infatti non è da tutti, pur essendo alla portata di tutti. Total-Photoshop, guarda caso, è un esempio di questa fattibilità.

  15. jam Says:

    Veramente un bellissimo post!!!
    io ho sempre voluto sapere un po di tutto del web e per creare un sito web, mi piace fare le cose come gli voglio io…

  16. kira Says:

    Ciao Max, sono d’accordo con te al 100%. Ormai la figura del grafico è così vasta che bisogna assolutamente riuscire a gestire quanti più programmi possibile.
    Passione,tempo e costanza sono certamente le basi per cominciare ad evolvere la propria professionalità.
    Io mi occupo di grafica tradizionale attualmente e proprio perché sono d’accordo con il tuo discordo, non ti nego che sono alquanto intimorita dalla svolta al web, mi sembra un campo così ampio da sembrare troppo complicato e quindi irraggiungibile da parte di chi, come me, si occupa di un campo “obsoleto”.
    Pensi che quei libri/mattone che si trovano in giro sulla grafica web, associati alla costanza e alla passione, possano aiutare ad acquisire realmente queste nuove capacità?
    Ti ringrazio in anticipo, questo sito è davvero utilissimo!

  17. Max Says:

    Ciao Kira.
    Comprendo la sensazione. Sembra tanto, anzi, tantissimo quello che ci si para davanti e che siamo chiamati ad apprendere.
    Vero è anche che se tutte le risposte fossero contenute nei libri l’umanità avrebbe risolto tutti i suoi problemi :)
    Scherzi a parte…. qualche buon manuale vale la pena di prenderlo anche se, personalmente, credo di più nella formazione online. Meno costosa, più immediata e accessibile in qualsiasi momento (anche quando la libreria è chiusa o non ha il titolo che ti serve).
    Credo anche molto che l’esperienza diretta, personale, quella fatta sul campo sia la scuola migliore, accompagnata dalla passione e dalla costanza di chi sa porsi degli obbiettivi.
    Forse proprio questo è il metodo migliore: porsi degli obbiettivi.
    Crearsi un percorso di apprendimento realistico e basato sulla propria curiosità. Realizzare progetti autonomi basati su ciò che apprendi e mettersi alla prova nel mondo reale nel più breve tempo possibile.
    Quando salti senza rete trovi il modo di estrarre tutte le migliori qualità che hai ;)

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