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Graphic Designer

Combinazione colore: la formula perfetta esiste

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PUBBLICATO IL: 03 settembre 2017

Sappiamo tutti che la scelta del colore nel design è molto soggettiva, perché la reazione che il colore evoca potrebbe cambiare da persona a persona. Questo è dovuto ai gusti e alle preferenze personali dell’osservatore, oltre che al suo background culturale. Chi pensa che la bellezza di un accostamento cromatico, di una sfumatura o addirittura di un’immagine sia unicamente frutto del gusto personale e, quindi, sia un aspetto correlato unicamente all’occhio dell’osservatore, si sbaglia di grosso.

Negli corso degli anni tantissimi studiosi si sono dedicati alla teorizzazione del colore e allo studio delle proprietà cromatiche (da Goethe a Itten, giusto per citarne alcuni). Aemilius Müller è riuscito a teorizzare la formula perfetta per le combinazioni colore, chiamata “Formula di Müller” o “Prevedibilità della preferenza colore”.

Scopriamo chi è…

Nato in Svizzera nel 1901, Aemilius Müller ha dedicato gran parte della sua vita alla teoria del colore, partendo dagli studi di Wilhelm Ostwald. Il suo scopo è sempre stato quello di studiare la correlazioni tra le armonie cromatiche per ottenere la teoria perfetta riguardante “l’estetica del colore nelle armonie naturali”, il tutto in modo scientifico e sostanzialmente dimostrabile. Ad esempio, per spiegare la mescolanza sottrattiva dei colori, nel 1951 Müller ha inventato il famoso supporto visivo a forma di cubo: su un piano cartesiano, gli otto angoli del suo cubo sono occupati dai tre colori primari (giallo, rosso/magenta e blu/ciano), dai tre “colori secondari” (arancio, viola e verde) e dai colori acromatici (bianco e nero). Le principali interazioni e correlazioni tra i vari colori sono sostanzialmente legate al modo in cui questo cubo viene sezionato sugli assi cartesiani.

[via www.colorsystem.com]

La formula

Aemilius Müller, nei suoi lavori, ha anche sottolineato come le gradazioni di tonalità di colore possono diventare più attraenti applicando una semplice regola, ossia elaborando una formula che potrebbe prevedere l’apprezzamento di una combinazione di colore. In parole povere: Müller è riuscito a prevedere come creare una combinazione di colori che possa apparire gradevole alla maggior parte delle persone. Infatti, se la combinazione segue la naturale luminosità dei colori, alla maggior parte delle persone piacerà. Al contrario, se contraddice la luminosità naturale dei colori, per la maggior parte della gente il risultato sarà sgradevole.

Ecco qualche esempio per capire meglio…

Secondo Müller, la combinazione di colori presenti sulla sinistra dell’immagine qui sopra sarà considerata brutta dalla maggior parte delle persone, mentre quella sulla destra sarà invece apprezzata (o per lo meno trovata gradevole) da tutti. Credo che si possa affermare con certezza che la formula funziona, ma perché questo accade? Su quali principi si basa? Innanzitutto dobbiamo considerare la luminosità naturale dei vari colori: è chiaro, ed evidente a tutti, che un colore come il giallo, per esempio, è molto più luminoso di un blu.
Ora prendiamo l’accostamento cromatico qui sotto. Si tratta sostanzialmente della stessa tonalità di verde, l’unica variazione reale tra i tre verdi inseriti è la luminosità.

Comparando le due combinazioni colore di prima con una terza, giocata anch’essa unicamente sul cambio di luminosità all’interno della stessa tinta (verde), vedremo nuovamente che l’unico accostamento cromatico sgradevole rimane quello sulla sinistra. Perché questo accade?

È molto semplice: il “brutto” accostamento cromatico sulla sinistra non è giocato unicamente sul cambio di luminosità, ma alla tonalità verde originale è stato aggiunto del viola. Questo è contrario alla luminosità naturale dei colori, secondo una regola molto semplice: controllando i cerchi di colore qui sotto, vedrete che il verde rientra nella zona con la percentuale di luminosità più alta rispetto al viola.

In questo altro esperimento, invece, entrambi gli accostamenti cromatici risultano gradevoli all’occhio (ovviamente può esserci una preferenza soggettiva su uno o sull’altro abbinamento). Il primo, quello sulla sinistra già visto prima, abbiamo detto che gioca unicamente sulla variazioni di luminosità lasciando invariata la tonalità, quello sulla destra, invece, gioca sul leggero cambio di tonalità, andando però ad aggiungere del giallo che, come possiamo vedere, occupa una posizione nel cerchio nella zona con percentuale di luminosità più alta rispetto a quella del verde, mantenendo quindi la luminosità naturale del colore.

 

Combinazione colore: la formula perfetta esiste

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