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Managing Director at APROMASTORE

Il confronto fra stampa e monitor

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PUBBLICATO IL: 15 giugno 2017

Oggi ritorniamo ad affrontare l’argomento “calibrazione colore” (spesso declinato in funzione del monitor) in quanto importante per una gestione ottimale della stampa degli scatti.

Sebbene, per la sua natura, lo schermo non rappresenti un’output definitivo, è il banco di lavoro su cui valutiamo gli interventi da apportare alle nostre immagini. Da ciò consegue la necessità di avere una visualizzazione affidabile. Come già detto, solo un monitor di buona qualità, possibilmente wide-gamut, calibrato e profilato può garantirci una visualizzazione coerente con i dati scritti nel file e, in ultima analisi, con quanto ripreso dalla nostra fotocamera.

Le cose si complicano quando, nel nostro flusso di lavoro, introduciamo anche una stampante: da tale momento diventa imprescindibile il confronto con l’effimera visualizzazione sul display ed il concreto “pezzo di carta”. Quante volte ci è capitato di dire, o di sentir dire: “il mio monitor è calibrato, ma la stampa non corrisponde a ciò che vedo”?

Di seguito due dritte che vi permetteranno di gestire al meglio il confronto visualizzazione monitor – foglio stampato ottenendo i risultati desiderati.

  1. Ogni periferica ha un proprio comportamento e le stampanti non sono da meno. Ci sono stampanti più performanti (in grado di riprodurre un maggior numero di colori e sfumature) e stampanti meno performanti. Ma non è tutto: la stessa stampante avrà una resa diversa in funzioni delle impostazioni del driver e a seconda della carta utilizzata.
    Solo un corretto profilo ICC della stampante, realizzato per il tipo specifico di carta su cui andremo a stampare, potrà aiutarci ad avere una visualizzazione corretta di ciò che otterremo in stampa.
    Prima di effettuare un confronto fra la visualizzazione a monitor e la stampa, o per vedere in anteprima ciò che la nostra stampante produrrà, è infatti necessario ricorrere alla funzione di Photoshop “Visualizza > Imposta prova > Personale”.
    Così facendo Photoshop visualizzerà un’immagine a monitor “corretta” in funzione del comportamento stampante, dandoci la possibilità di conoscere in anteprima il risultato che otterremo in stampa o consentendoci di confrontare quanto ottenuto con il monitor.
  2. L’utilizzo del soft-proofing (nome tecnico di quanto indicato al punto precedente) può non essere comunque sufficiente. La causa della diversità tra display e stampa può in realtà essere più banale del previsto. Mentre abbiamo posto una certa cura nella scelta dei parametri di calibrazione del monitor quasi sicuramente non abbiamo riservato la stessa attenzione al tipo di luce che illumina la nostra postazione di lavoro. Non dobbiamo dimenticare che il confronto è sempre basato sulla coerenza: non avrebbe infatti senso affiancare l’immagine visualizzata su un monitor calibrato a 6500K con una stampa illuminata da una lampada al tungsteno a 3200K!

 

 

Il confronto fra stampa e monitor

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