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  1. Filtri a densità neutra - parte 2
  2. One light portrait “Leibovitz style”
  3. Scattare in casa: luce continua o luce flash?
  4. Il polarizzatore
  5. Filtri a densità neutra
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Filtri a densità neutra - parte 2

2929 VISUALIZZAZIONI
PUBBLICATO IL: 10 agosto 2017

Nel precedente articolo sul tema abbiamo visto i concetti di base relativi ai filtri a densità neutra e abbiamo appreso che questo tipo di filtro non è “simulabile” con effetti di post produzione. I filtri ND hanno, infatti, diretta influenza sull’esposizione in fase di ripresa, consentendo di diminuire la quantità di luce che arriva al sensore per allungare il tempo di posa o aprire il diaframma.

Vediamo ora quali e quanti tipi di filtri ND esistono sul mercato.

FATTORE FISSO/FATTORE VARIABILE

Distinti fra loro dal fattore ND, dalla riduzione di esposizione espressa in f/stop o dall’indice di densità ottica – tre modi diversi di indicarne l’effetto – i filtri ND più comuni sono quelli con un fattore di assorbimento “fisso”. Per adattarsi alle varie situazioni di ripresa può, però, rendersi necessario l’acquisto di diversi filtri, più o meno “scuri”, da installare e utilizzare in funzione del livello di luce presente sulla scena e della coppia tempo/diaframma desiderata.

Sempre in formato tondo e, quindi, da avvitare sull’obiettivo della fotocamera, i filtri ND esistono anche in versione “variabile”. Costituiti di fatto da un doppio filtro polarizzatore, e non da un unico cristallo grigio neutro, grazie ad una montatura rotante, questi filtri sono regolabili senza soluzione di continuità entro un range abbastanza ampio: da 2 a 8 o 10 stop di assorbimento.

A fronte di una accresciuta duttilità d’uso, i filtri ND variabili possono in alcuni casi evidenziare delle cadute di luce sotto forma di vignettature ai bordi o sotto forma di una croce nel centro dell’immagine, denominata “cross bow” e causata dall’incrocio delle trame dei due polarizzatori. Tali difetti sono tuttavia facilmente ovviabili cercando di non utilizzare il filtro al massimo dell’oscuramento.

FILTRI SENZA ASSORBIMENTO IR

 

 

I filtri ND dovrebbero, per loro stessa definizione, essere dei filtri neutri con uguale assorbimento su tutte le lunghezze d’onda. Esistono tuttavia delle varianti per specifiche applicazioni. È il caso dei Tiffen Axent, pensati sì per allungare l’esposizione di ben 10 stop ma anche per essere oltremodo trasparenti alla radiazione IR e consentire così di ottenere immagini inusuali e particolarmente adatte alla conversione in bianco e nero.

 

 

 

FILTRI DEGRADANTI

 

 

 

Fissi o variabili, i filtri ND sinora illustrati intervengono sull’intero fotogramma. Esistono però delle situazioni in cui l’effetto è richiesto solo su una parte dell’inquadratura. E’ il caso, ad esempio, di un paesaggio con notevole differenza di esposizione fra il terreno ed il cielo.

Per tali applicazioni esistono i filtri degradanti, ovvero che sfumano dalla totale trasparenza al valore ND dichiarato.

Affinché zona trasparente, zona scura e relativa sfumatura siano posizionabili in funzione dell’inquadratura, i filtri degradanti sono realizzati in formato quadrato e vengono installati sull’ottica per mezzo di un’apposita montatura da avvitare all’obiettivo. Le guide del portafiltri consentono di far scorrere i filtri, sotto forma di lastrina di cristallo,  per trovare il corretto allineamento della sfumatura con la zona per la quale si rende necessario l’intervento del filtro.

Il risultato sarà uno scatto con leggibilità dei dettagli sia nelle zone di alta luce che in quelle d’ombra.

 

 

Filtri a densità neutra - parte 2

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