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Generi cinematografici: Horror

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PUBBLICATO IL: 03 febbraio 2017

Il cinema dell’orrore o Horror è un genere cinematografico che ha come finalità quella di suscitare nello spettatore paura, orrore e disgusto. L’ignoto è una componente fondamentale di questo genere e viene identificato spesso in senso ostile e malvagio, mentre il bene sempre presente, spesso vince.

La nascita di questo genere affonda le sue origini nella letteratura di fine Settecento e Ottocento e già dagli albori della cinematografia stessa, eventi soprannaturali si trovano già nei primi cortometraggi di uno dei più importanti pionieri della settima arte, Georges Méliès. Per la prima apparizione di un mostro in un lungometraggio dobbiamo aspettare il 1923 con l’apparizione di Quasimodo ne Il gobbo di Notre Dame.

Molti dei primi film horror furono tedeschi, il genere divenne molto popolare ad esempio con il celebre Nosferatu il vampiro (1922) di Murnau , un adattamento non autorizzato di Dracula di Bram Stoker.

Caratteristiche di genere

Le caratteristiche di questo genere sono fin da subito ben precise:

“ambientazioni in luoghi fatiscenti come castelli e chiese abbandonati e, più tardi, anche zone liminari, sotterranee, delle metropoli; atmosfere cupe e oscure (con forti contrasti di luci e ombre); personaggi mostruosi, misteriosi e demoniaci contrapposti a figure positive; effetti inquietanti come porte che cigolano e candele che si spengono da sole; stati psichici alterati; sessualità deviata”.
Così descrive il genere l’enciclopedia del cinema Treccani.

Il boom del cinema Horror

È negli anni ’30 che i produttori di Hollywood, in particolare la Universal Pictures, portano sul grande schermo i film horror rendendoli popolari. Famose pellicole che hanno dato vita a sequel, reboot, remake, prequel e così via come Dracula (1931), Frankenstein (1931), La mummia (1932) e L’uomo invisibile (1933).

frankenstein 1931 film horror

Negli anni ’50 si inizia ad avere una vera e proprio rivoluzione di genere. Se nei decenni precedenti queste pellicole erano costellate da figure archetipe dell’immaginario collettivo e spesso mutuate dalla letteratura di genere, a partire dagli anni ’50 vengono introdotti nuovi personaggi e concetti. Dalle paure più diffuse che finalmente venivano mostrate sul grande schermo senza filtri, come specchio della società, fino all’introduzione degli alieni. Un esempio su tutti di questo filone horror fantascientifico è Assalto alla terra (1954).

Arriviamo agli anni ’60 in cui il genere si sposta verso lo psicologico, citiamo il celeberrimo thriller di Hitchcock, Psycho (1960). Un altro dei più influenti film horror di questi anni è senza ombra di dubbio La notte dei morti viventi (1968) di Romero, questo epico film sugli zombie portò l’horror lontano anni luce dal vecchio filone gotico dei primi anni e lo introdusse nella vita delle persone moderne.

psycho 1960 horror

Negli anni ’70 proliferano i film low budget e l’interesse del pubblico per l’occulto. Registi famosi si misero alla prova portando sul grande schermo A-movie che avevano tutte le caratteristiche dei B-movie, creando opere di tutto rispetto come ad esempio Alien (1979) di Ridley Scott. Anche in Italia questo genere si diffonde e diventa molto popolare, grazie anche alla maestria di Dario Argento considerato da Hitchcock stesso il suo erede, con il perfetto mix tra i generi thriller e horror riversati nell’immortale pellicola Profondo Rosso (1975).

Indubbiamente una delle più note e famose pellicole degli anni ’70 è L’esorcista (1973) acclamato dalla critica, provocò isteria di massa, avendo un notevole impatto culturale e diventando un classico del cinema dell’orrore.

profondo rosso horror

Negli anni ’80 nascono vere e proprie icone di genere: Michael Myers, Freddy Krueger e Jason Voorhees. Personaggi inquietanti che sono diventati celebri e a cui sono state dedicate diverse pellicole.

horror

Negli anni ’90 il cinema horror subisce altre modifiche, negli anni si è ibridato con altri generi, creando veri e propri cult del grande schermo. In questi anni il genere subisce una forte umanizzazione dei personaggi negativi e la generalizzazione del male. Questo intricato genere si biforca ulteriormente dando vita a dei filoni splatter e allo stesso tempo auto-ironici.

Un film indipendente si fa largo tra le innumerevoli pellicole di questi anni, è The Blair Witch Project (1999). Successivaente il successo internazione di Ring (1998) di Hideo Nakata, diede vita a una serie di film horror psicologici, che tralasciavano sangue e decapitazioni. Il sesto senso (1999) fu un esempio di grande successo.

The ring Horror

I Giapponesi si diedero un gran da fare all’inizio del nuovo millennio producendo una pellicola dietro l’altra. Tantissimi omaggi e remake in questi anni di film classici di genere ottenendo versioni più o meno riuscite. In questi anni si assiste anche alla rinascita del genere zombie con Resident Evil (2002).

Infine c’è da dire che questo genere che ha subito tantissime ibridazioni ha dato vita a ben definite sotto-categorie:

Splatter o Gore: litri e litri di sangue che invadono lo schermo in un tripudio di cervelli o cadaveri maciullati – Saw – L’enigmista (2004).

Slasher: un killer violento che uccide ad uno ad uno i componenti di un gruppo – Venerdì 13 (2009)

Torture Porn: il cattivo domina il protagonista tramite torture fisiche e psicologiche – Hostel (2005)

Horror Comedy: l’obiettivo non è terrorizzare lo spettatore, ma divertirlo sfruttando la rilettura parodistica e demenziale di vecchi cult del genere Horror – Scary Movie (2000).

Snuff: genere illegale, viene filmata la tortura e l’omicidio reale di un essere umano.

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