I Movimenti di Camera

In fotografia, così come nel cinema, piani e campi determinano l’inquadratura il cui riferimento è ciò che vogliamo inquadrare, ciò che vogliamo far vedere allo spettatore.

Piano o Campo?

Facciamo riferimento al piano quando l’inquadratura comprende al massimo una persona. Parliamo di campo quando andiamo oltre. No, non aldilà della persona, ma quando l’inquadratura è più larga e la figura umana è molto più piccola dei limiti dell’inquadratura.

I movimenti di camera

I movimenti di camera sono inquadrature che variano al loro interno per angolazione o distanza o inclinazione, senza operare stacchi. Conoscerli, assimilarli e saperli usare fa parte della grammatica filmica. La combinazione dell’utilizzo di piani e campi con i movimenti di macchina serve a dare ritmo al nostro film. Lo scopo è sempre quello di creare attenzione nello spettatore e di non di annoiarlo ma, al contrario, sorprenderlo continuamente.

storyboard

I movimenti di camera possono essere semplici o compositi. I movimenti semplici sono le panoramiche e le carrellate, quelli compositi sono costituiti da combinazioni di movimenti semplici.

Quando ci riferiamo alla macchina da presa non intendiamo per forza a pellicola, cioè la cinepresa, ormai, con dei semplici smartphone possiamo girare scene in FullHD!

Come per le macchine fotografiche, migliore sarà la qualità del nostro mezzo di ripresa, più alta sarà anche la qualità del film. [Per l’ennesima volta consigliamo di non girare video in verticale, la tua televisione a casa mi sembra orizzontale, giusto?]

Camera a mano

Tra i movimenti di macchina, quelli più comuni, perchè alla portata di tutti, sono fatti con la camera a mano. Sono le riprese meno stabili in assoluto, per ovvie ragioni. Sottoposte a continui oscillamenti e vibrazioni, che il corpo stesso dell’operatore produce. Sono quelle che vediamo nei servizi giornalistici, ma se ne è fatto e se ne fa largo uso anche nel cinema.

C’è da dire che con gli attuali software di editing e compositing possiamo facilmente stabilizzare le nostre riprese. A meno che, la mancanza di stabilità dell’immagine, non voglia sottolineare un particolare significato: un’azione concitata o una sensazione di ansia. Ci sono film interamente girati in questo modo come Cloverfield del 2008 di Matt Reeves.

cloverfield

Ad un certo punto della storia del cinema, c’è stato un cambiamento epocale: l’introduzione della Steady-Cam. La leggenda vuole (almeno quella che abbiamo sentito) che sia stata inventata durante la produzione di Shining di Stanley Kubrick, nel 1980. In realtà, Garret Brown la utilizzò la prima volta per la realizzazione di Rocky (1976) di Sylvester Stallone, vincitore di tre premi Oscar.

rocky
Ha rivoluzionato completamente il concetto della ripresa a mano, fornendo stabilità e controllo alle immagini, grazie ad un sistema che varia a seconda del tipo di costruzione e annulla i movimenti più bruschi dell’operatore.

La panoramica

La panoramica consiste in una rotazione della macchina da pressa (MDP) intorno al suo asse. Può essere orizzontale (Pan), verticale (Tilt) e, anche, obliquo… più o meno rapido.

La regola fondamentale da seguire è stabilire un punto di partenza e di arrivo, evitare ondeggiamenti e cambi di direzione. È consigliabile evitare incertezze nel movimento e fare in modo che sia il più stabile possibile. Se abbiamo un cavalletto possiamo aiutarci bloccando la testa dello stesso per la rotazione verticale o orizzontale. Va detto che, se il piano di ripresa è particolarmente stretto, alla panoramica conseguirà un cambio di angolazione molto ampio. È preferibile utilizzare focali corte rispetto ai teleobiettivi ed eseguire movimenti lenti, senza abusarne troppo.

Se la camera compie un intero giro intorno a se stessa si parla di panoramica circolare. Quando una panoramica è realizzata molto velocemente, tanto da non vedersi quel che si sta riprendendo, viene denominata panoramica a schiaffo.

La carrellata

Chiamata anche Carrello appartiene alla categoria dei movimenti semplici, consiste in un movimento fisico sia della MDP, senza ruotare su se stessa, ma spostandosi ed è seguita dall’operatore. Lo spostamento avviene su dei binari (o in alternativa si possono montare delle ruote sul treppiedi, ma di certo il controllo non è lo stesso). Può essere in avanti, indietro o con movimento orizzontale. Non va confuso con la panoramica, deve, comunque, avvenire ad una velocità predefinita e costante.

Zoom in, Zoom out

Lo “zoom in” è simile alla carrellata avanti e lo “zoom out” a quella indietro, e si ottengono per via ottica, senza dover spostare la camera.

Il Dolly

Di fatto è una piccola gru, un’evoluzione del carrello che deve sostenere sia il peso della MDP, sia quello dell’operatore. Il movimento, generalmente, è verticale e raggiunge qualche metro di altezza; può essere combinato anche con movimento orizzontale. L’utilizzo principale lo si fa nel cinema, specie se i budget sono sufficientemente elevati.

Di seguito potete vedere una sequenza tratta dal film Il Buono, il Brutto e il Cattivo del mitico Sergio Leone. Le prime due inquadrature sono rispettivamente un dolly e una panoramica, sapientemente usate dal maestro degli spaghetti wester.

Gru e Jib

Anche l’utilizzo del braccio mobile permette di eseguire movimenti di macchina del tutto simili al dolly, ma molto più ampi. Pensate alle riprese fatte negli stadi o nei grandi teatri durante un concerto. Il video che riportiamo qui sotto offre un palese esempio di utilizzo di braccio (fate attenzione al minuto 2.06 circa del video). Notate l’escursione che è in grado di fare un’attrezzatura di questo genere e quanto è spettacolare dal punto di vista visivo.

Sky-Cam

È la camera sospesa nel vuoto. Avete presente le riprese dello stadio? Ecco quello è un tipico esempio. La camera è controllata a distanza, agganciata ad un cavo di acciaio e sospesa nel vuoto. Inutile dire che permette di realizzare riprese spettacolari. E indovinate chi c’è dietro? Ancora Garret Brown (quello della steady)! Guardate qui.

Elicotteri e droni

Realizzano riprese aeree, quindi solitamente inquadrature larghe, puntate verso terra, con movimenti che normalmente possono essere assimilati a “carrellate”.

Cameracar

Realizzano riprese da automobili, possono essere costituite da supporti fissi (e in questo caso le inquadrature si possono assimilare a carrellate) o mobili, e in questo caso sono in grado di realizzare le inquadrature tipiche di gru e jib.

cameracar

La combinazione di piani, campi, movimenti di macchina è praticamente infinito. È un linguaggio che va studiato e imparato come fosse una lingua straniera. È altrettanto importante la sintassi del cinema, ossia il modo in cui vengono unite le immagini per generare un racconto. Ma questo è un altro discorso che affronteremo.

Ora la domanda che vi poniamo è: perchè c’è l’esigenza di utilizzare tutte queste tecniche? Perché non piazzare una telecamera e riprendere gli avvenimenti mettendoli in scena da un unico punto di vista? Ricordate sempre che quello che vediamo sullo schermo non è la realtà, ma una messa in scena della realtà. Una ricostruzione soggettiva dell’autore che scrive il racconto. E questa soggettività è determinata proprio da come il linguaggio cinematografico viene utilizzato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *