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One light portrait “Leibovitz style”

1208 VISUALIZZAZIONI
PUBBLICATO IL: 12 ottobre 2017

Chi inizia ad approcciare il mondo della fotografia in studio è spesso portato a pensare che, per realizzare foto di pregio, sia necessario possedere numerosi punti luce di elevata potenza. Osservando attentamente da vicino il lavoro di importanti fotografi, cosa oramai facile da fare grazie ai numerosi video “behind the scene” disponibili in rete, possiamo invece abbattere questo preconcetto.
Più comunemente di quanto si pensi, infatti, scopriamo che la grandezza del fotografo e delle immagini realizzate è inversamente proporzionale a quella dell’attrezzatura impiegata.

Annie Leibovitz è certamente tra i fotografi che realizzano ritratti di particolare intensità con attrezzatura minimale: in molti backstage della fotografa americana possiamo, infatti, vedere un singolo punto luce con un ombrello di grandi dimensioni.

Pur senza volerci confrontare con la grande fotografa, proviamo quindi a realizzare insieme un ritratto con un singolo punto luce… in stile Leibovitz!

 

Collochiamo il nostro flash su uno stativo o, come in questo caso, su di un braccio a giraffa per poterlo posizionare agevolmente vicino alla modella senza intralciare il set. Come modificatore di luce utilizziamo un ombrello deep argentato di grandi dimensioni: in questo caso un Elinchrom da 125cm

 

La particolare sagoma dell’ombrello, a parabola accentuata, consentirà un preciso controllo sulla direzionalità della luce. Il suo posizionamento in prossimità del soggetto – a meno di un metro – garantirà nel contempo una resa di luce morbida ed avvolgente nonostante la finitura argentata.

Non dimentichiamo infatti che la morbidezza o durezza di una sorgente di luce è determinata dalla sua dimensione in rapporto a quella del soggetto: a parità di accessorio – ombrello, softbox – la luce si ammorbidirà all’avvicinarsi alla modella, ovvero all’aumentare della sua dimensione relativa.

Per quanto morbida ed avvolgente, grazie al posizionamento in prossimità del soggetto, la luce creata da un singolo illuminatore sarà sempre piuttosto “direzionale” e potrà creare dei gradienti di illuminazione che saranno influenzati dalla posa assunta dalla ragazza. In questo caso, ad esempio, chiedendo alla ragazza di dare le spalle alla luce e di ruotare il viso verso la fotocamera, accentueremo la differenza di esposizione fra i due lati del viso. Lo schema così realizzato prende il nome di “broad light” in quanto il lato più luminoso del viso è quello più vicino alla fotocamera, ovvero quello più ampio.

 

 

 

 

 

One light portrait “Leibovitz style”

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