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Cianometro, lo strumento per misurare il colore del cielo nell'antichità

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PUBBLICATO IL: 22 Maggio 2014

Altro salto indietro nel tempo! Cari grafici e color designer, amiamo deliziarvi con queste chicche che vengono dai musei lontani. Oggi infatti parliamo del cianometro.
Sulla scia della scoperta di quell’antico manuale redatto da un artista olandese che spiega come ottenere le differenti tonalità di colore con gli acquarelli, oggi vorremmo proseguire sulla strada della scoperta dei primi strumenti nati per lo studio del colore.



Spesso i bambini ci chiedono perché il cielo è azzurro. E già nel passato si era cercato di dare una risposta a questa domanda. Soprattutto, gli studiosi si chiedevano come mai il cielo non fosse sempre uguale a se stesso e da cosa potevano dipendere le varie tonalità di blu.
Non si trovava una risposta e tanto meno non c’era ancora uno strumento per misurare le varie tonalità di blu del cielo, così da poter condurre degli esperimenti.

Finché non è stato inventato il cianometro, uno strumento progettato alla fine del diciottesimo secolo proprio per misurare l’azzurro del cielo.

Cianometro, il primo strumento nato per capire di che colore è il cielo

L’idea nacque dalla collaborazione delle menti menti geniali del fisico svizzero Horace-Bénédict de Saussure e del naturalista tedesco Alexander von Humboldt che viaggiarono osservando il cielo delle città di Genova e Chamonix e dalla vetta del Monte Bianco. Queste osservazioni portarono i due studiosi a colorare dei piccoli pezzi di carta con delle sospensioni di blu di Prussia di diverse gradazioni, partendo dal bianco delle nuvole fino al nero della notte.

Nel 1789 questi pezzi di carta vennero assemblati in una sorta di anello suddiviso in 53 settori circolari colorati, sfumati e numerati. Questo strumento di misurazione così poetico si è rivelato molti utile negli anni per capire che l’aria in realtà è senza colore e che la tonalità di azzurro che vediamo dipende da tanti fattori.

L’enigma del cielo azzurro non si sarebbe risolto fino intuizioni dei secoli successivi e grazie all’evoluzione della fisica. C’è da dire però che il cianometro di Saussure è stato un esempio di rigore scientifico che, guardato con gli occhi di oggi, suscita ammirazione, curiosità e tanto fascino.

Volete vedere con i vostri occhi questo strumento fondamentale per gli antenati dei grafici? Allora vi basterà andare in Svizzera e visitare la biblioteca di Ginevra: vi rifarete gli occhi 😉

Fonte: rsc

Cianometro, lo strumento per misurare il colore del cielo nell'antichità

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