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  1. Luce LED: quanta ne serve per fotografare?
  2. Profilo ICC della stampante: come crearlo.
  3. Scattare fuori dallo studio: una inusuale posizione della luce
  4. L’importanza del diaframma
  5. L'importanza del tempo di scatto
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Managing Director at APROMASTORE

Luce LED: quanta ne serve per fotografare?

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PUBBLICATO IL: 12 luglio 2018

Il LED è una sorgente luminosa che diventa ogni giorno più popolare in quanto consente la realizzazione di illuminatori compatti, leggeri ed alimentabili a batterie, caratteristiche che ne ampliano le possibilità d’impiego, dentro e fuori lo studio.



Proprio da questa diffusione scaturisce una domanda oramai molto comune, ma per la quale non esiste una risposta immediata, ovvero: “Quanto deve essere potente una luce LED per permettermi di fotografare senza problemi?”

Iniziamo ad affrontare il problema partendo dal concetto di potenza luminosa. Spesso i costruttori indicano le potenze degli illuminatori LED esprimendole in Lux, in Lumen o anche in Watt ma riferendosi, in quest’ultimo caso, all’assorbimento complessivo dell’illuminatore o alla potenza del singolo LED. Questa commistione di unità di misura possiamo rilevarla anche sulle lampadine in vendita in un centro commerciale.

@ Marco Tortato

Queste diverse grandezze possono risultare poco intuitive. Chi fotografa, infatti, misura la luce con parametri “fotografici”: tempo di posa, diaframma ed ISO. Del resto lo stesso accade con i flash, la cui potenza può essere univocamente espressa in Watt secondo (Ws) o in Joule, ma quello che il fotografo vuole conoscere è il “numero guida”, ovvero il diaframma che può utilizzare ad una certa distanza e con una certa sensibilità.

Come abbiamo visto in un precedente articolo, la forma e la struttura della sorgente influenzano la quantità di luce che arriva sul soggetto e pertanto non è possibile costruire una tabella universalmente valida che metta in correlazione la potenza dell’illuminatore LED con i parametri di esposizione da utilizzare.


Prima di passare ad un’analisi più tecnica, propongo di partire da un approccio differente, ovvero cercare innanzitutto di capire il vero motivo per cui ci stiamo rivolgendo ad una sorgente di luce artificiale. Facciamo due esempi.

Se siamo alla ricerca di una luce continua che ci consenta di lavorare con tempi di scatto rapidi o con diaframmi chiusi, allora è necessario che l’illuminatole sia in grado di emettere una luce ben più potente di quella presente sul nostro set.

 

Un set realizzato in un ambiente poco luminoso, dove la modella è illuminata esclusivamente da due led Stella di Light & Motion

Se siamo invece alla ricerca di una luce continua che possa attenuare le ombre o ridurre i contrasti su un ritratto, allora la potenza dell’illuminatore potrà e dovrà essere inferiore alla luce ambiente. In entrambi i casi quindi il parametro di riferimento è la luce già presente sulla scena.

Partendo da questo presupposto, per capire quanto deve essere intensa la luce da inserire su un set dobbiamo innanzitutto conoscere i parametri di scatto (tempo, diaframma ed ISO) per la luce ambiente esistente.

Infine, il modo migliore per capire se un illuminatore LED è adeguato alle nostre esigenze è quello di misurarne la luce con un esposimetro posto alla distanza di lavoro, confrontando la lettura così ottenuta con i valori di esposizione rilevati in luce ambiente.

L’uso di un illuminatore LED Stella per compensare un forte controluce

Luce LED: quanta ne serve per fotografare?

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