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  1. Il Monitor Wide Gamut
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  3. Profilo ICC della stampante: come crearlo.
  4. Scattare fuori dallo studio: una inusuale posizione della luce
  5. Luce LED: quanta ne serve per fotografare?
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Managing Director at APROMASTORE

Il Monitor Wide Gamut

5420 VISUALIZZAZIONI
PUBBLICATO IL: 04 Maggio 2017

Da appassionati fotografi siamo perennemente alla ricerca dell’ultimo modello di fotocamera o del computer sempre più performante nell’elaborazione dei nostri Raw ma, in questa continua rincorsa, spesso non prendiamo in considerazione un oggetto che da tempo è parte integrante e fondamentale del nostro corredo fotografico: il monitor.



Con l’avvento del digitale, il display è diventato il banco di lavoro su cui tutti i nostri scatti vengono giudicati e lavorati. Ciò dovrebbe farci capire l’importanza, visto che da lì passa l’intera produzione, ma difficilmente riserviamo lo stesso tempo e lo stesso budget che dedichiamo alla scelta e all’acquisto di computer o fotocamera.

La calibrazione è considerata una panacea universale in grado di risolvere qualsiasi problema di visualizzazione ma, in realtà, questa procedura, per quanto importante e necessaria, non può ovviare ai limiti del display.

Un monitor non espressamente pensato per applicazioni fotografiche, come ad esempio quello del nostro fedele portatile, non è in grado di visualizzare tutti i colori catturati dalla fotocamera ed il suo utilizzo ci porterebbe a lavorare i nostri file come se fossimo a occhi bendati.

retinaVSsRGB

Retina VS sRGB

Come si può notare da questo grafico, pur accontentandoci di operare nel piccolo spazio di lavoro sRGB (rappresentato dal triangolo rosso) non tutti i colori presenti dal nostro file potranno essere visualizzati dal monitor del nostro portatile (rappresentato dal triangolo verde) anche se è top di gamma.

 

retinaVSbenq

Retina VS BenQ

Ben diversa è la situazione in cui ci troviamo se lavoriamo su un monitor professionale ad ampio spazio colore, come quelli della famiglia fotografica di BenQ, in grado di riprodurre il 98% – 99% dello spazio AdobeRGB. In questo caso i colori visualizzabili sono quelli rappresentati dal più ampio triangolo rosso.

 

Con un monitor di questo tipo calibrato regolarmente avremo la ragionevole certezza di riuscire a vedere, e correggere, tutti i colori catturati dalla nostra super performante fotocamera.

Monitor

Monitor BenQ

Il Monitor Wide Gamut

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COMMENTI (4)

MarcoNenzioni
04 Maggio 2017 - 23:24
Interessante, ho però un domanda: ma se il monitor lo collego ad un pc qualsiasi, un Mac portatile, un Mac Pro od un Windows comunque performante, non rischio che il pc non sia in grado di inviare i dettagli completi conteneti la profondità colore? In altre parole, la rappresentazione a monitor, dipende dallo stesso o devo avere un hardware di un certo tipo installato? Grazie :) e bravi come sempre ;)
Massimo Pinciroli
05 Maggio 2017 - 15:13
Ciao Marco, grazie per l'interesse e gli apprezzamenti verso le nostre "pillole" di tecnica. In linea di massima un computer - PC/Mac - è sempre in grado di inviare al display più informazioni di quante il monitor stesso ne possa visualizzare. A parità di computer, quindi, un monitor wide gamut sarà subito in grado di offrire una visualizzazione più ampia. Considera che anche per il confronto presentato nell'articolo è stato utilizzato lo stesso computer, in un caso misurando lo spazio riprodotto dal monitor integrato, nell'altro misurando il monitor BenQ collegato ad un'uscita video. Ad onor del vero c'è un'eccezione in cui il monitor può già inviare un segnale "scarso", ovvero quando si calibra un monitor non di eccelsa qualità ad un punto di bianco particolarmente lontano dalla sua temperatura colore nativa. In questo caso la curva di calibrazione "accentuata" che il software di calibrazione (scusa la ripetizione) deve scrivere nella LUT della scheda grafica per linearizzare il comportamento del monitor causa una diminuzione della profondità colore del segnale. Ancora una volta ci vengono in aiuto i monitor di "qualità" che dispongono di hardware di calibrazione interno, come i BenQ delle famiglie SW/PV/PG. Questi monitor hanno al loro interno una elettronica di calibrazione più accurata che lavora a profondità colore superiori e lascia inalterata la scheda grafica del PC per poter sfruttare tutto il segnale emesso. un cordiale saluto, massimo
umdipa@gmail.com
06 Maggio 2017 - 07:20
Salve, faccio i miei complimenti per il sito e per la guida. Avrei una domanda che forse non è direttamente collegata: avendo un Imac 27" 5k per non sostituirlo pensavo, per avere dei buoni risultati di comprare un calibratore? E utile oppure sono soldi buttati visto che costa sui 200 euro, e prendere un monitor esterno spendendo di più? Grazie, e ancora i miei complimenti per il sito.
Massimo Pinciroli
08 Maggio 2017 - 09:02
Ciao Umberto, grazie per i complimenti e per la domanda. Dunque, il calibratore è SEMPRE importante, oserei dire fondamentale, per linearizzare il comportamento del monitor (dalle ombre alle alte luci) e per fare in modo che i sw conoscano il comportamento del monitor. In poche parole, per avere la ragionevole certezza che il file venga visualizzato correttamente. Ovviamente la "bontà" e la "validità" della calibrazione dipendono dalla qualità del calibratore e del monitor impiegato. Mi spiego: calibrare un monitor di bassa qualità non può fare miracoli, e se il nostro monitor non è in grado di visualizzare alcuni colori, non sarà la calibrazione a fargli superare questo limite. Tali limiti sono tipici di monitor economici, monitor dei portatili (anche se costosi) ed, in genere, di monitor non nati per applicazioni fotografiche e non dichiarati come "wide gamut". Non ho esperienza diretta con gli iMac 5K, ma da una ricerca in internet mi sembra di capire che arrivino allo spazio colore DCI P3 (che in realtà è uno standard video, non foto). Tale spazio comprende totalmente l'sRGB ma rappresenta "solo" il 93% dell'AdobeRGB. Insomma... non proprio un monitor fotografico, ma non male. :) un cordiale saluto, massimo

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