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Star Wars Episodio VII. Considerazioni molto personali

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PUBBLICATO IL: 30 Gennaio 2013

Questa settimana l’argomento è delicato. Non so davvero da dove iniziare. Dopo aver letto la notizia, la prima parola che mi è venuta in mente è stata: ancora?
Voglio dire, se ne sente davvero, ancora il bosogno? Già le critiche sono piovute a iosa, sia sulla prima saga che sulla seconda. Anche se bisogna fare più distinguo.



Iniziamo dai punti di vista. Uno è quello del pubblico. Uno è quello della critica. Uno è il mio. Ma questo, per quel che conta, lo lasceremo per ultimo.

Il Pubblico. Non v’è dubbio alcuno che Guerre Stellari sia una delle saghe (e ho scritto saghe!) di maggior successo nella storia del cinema. Lo dimostrano i numeri. Soprattutto quelli sul conto corrente personale di George Lucas.
Basta andare su wikipedia per capire quanto sia il materiale, che per altro è molto riassunto, riguardante quello che viene ritenuto uno dei capolavori assoluti dell’industria cinematografica moderna. Sei episodi (finora), spin-off, romanzi, fumetti, merchandising e milioni di veri e propri seguaci in tutto il mondo. Praticamente una religione.
Ed ora che che la Lucasfilm è stata comprata da Disney, ecco ricomparire lo spettro di una nuova trilogia. Ci manca solo che anche Belen faccia parte del cast, e gli ingredienti ci sono tutti. L’uscita di Episodio VII è previsto  per il 2015, a cui seguirà Episodio VIII nel 2017 ed Episodio IX nel 2019.
Insomma, per gli appassionati (o se preferite i fedeli) del genere, è vera e propria manna dal cielo.

La critica. Negli anni si è un po’ divisa. Alcuni episodi sono ritenuti accettabili dal punto di vista della credibilità. Altri meno. Ma nel complesso il parere non è esattamente positivo. Le cause principali sono le sceneggiature inconsistenti, la scarsa capacità recitazione degli attori, i dialoghi considerati addirittura infantili.
E infine la regia. C’è chi ritiene che George Lucas non sia poi questo grande regista. E se in un film manca la capacità direttiva, è finita. Anzi, non inizia nemmeno.
Per capire il perchè di tanta spietatezza, è necessario che si sappia una cosa. Il lavoro del critico cinematografico non lo si inventa dall’oggi al domani. Di solito ci sono dietro anni di studio, e bisogna saperne veramente tanto, non solo di cinema. La cultura artistica di un critico è a 360°, e non significa certo essere un regista mancato. Estetica del film, storia del cinema, conoscenze di regia, di sceneggiatura, recitazione, fotografia, montaggio, studio dei personaggi, costumi. Un elenco che potrebbe continuare all’infinito.
Banalizzo: è un po’ come fare il critico d’arte. Non è che guardi un quadro e dici bello o brutto. Anche se non sai tenere in mano un pennello. E il cinema è arte a tutti gli effetti. La settima arte, che contiene al suo interno le altre sei.
Da questo punto di vista Star Wars è facilmete attaccabile dalla critica. Ma siccome il cinema è diventato anche intrattenimento, si spiega il successo di pubblico planetario che ha avuto la saga di Lucas.

Cosa penso io. Ora, non sono un critico cinematografico. E non intendo nemmeno saltare sul trespolo a pontificare. Tento di dare solo il mio punto di vista rispetto ad un’opera così maestosa. Che per inciso, non è di semplicissima gestione.
Ho visto la prima trilogia di Star Wars in età abbastanza avanzata. Nel senso che non l’ho guardato con occhi ed entusiasmo di un adolescente, quando forse si è meno preparati dal punto di vista culturale e letterario. Aldilà dell’obsolescenza degli effetti speciali che 30 anni dopo l’uscita del primo film sono effettivamente un po’ sorpassati. Specie quando di mezzo ci sono stati i vari Jurassic Park, Matrix e Titanic che che hanno generato una rivoluzione senza precedenti nella realizzazione di una pellicola. Non considerando questi aspetti, la prima impressione che ho avuto è stata una lungaggine nel portare avanti la storia, fin dal primissimo episodio. Un po’ lento e ripetitivo a volte. E scontato. Banale. E forse anche per la facile lettura ha avuto un tale successo perchè alla portata di tutti.
Detto questo c’era un’idea di fondo, un progetto. Il concetto del lato oscura della forza è molto affascinante. E seppur un po’ troppo trascinata, la storia poteva anche essere abbastanza innovativa.

Riprendere con una seconda saga, sa un po’ (…solo un po’?!?) di operazione commerciale. Figuriamoci con la terza. Cosa ci potrà essere di nuovo? Forse molta speranza. Quantomeno che la produzione non sviluppi il progetto su fantasmagorici effetti speciali. Il fatto che la regia sia stata affidata a J.J. Abrams lascia ben pensare dal punto di vita della spettacolarità. La sua carriera è molto eterogenea: si passa da film del calibro di A Proposito di Henry, a serial di grande successo tra cui Alias e Fringe. Ma la lista è lunga. E poi la fantascienza non è certo argomento a lui oscuro. Nel 2009 ha diretto l’undicesima pellicola tratta da Star Trek, che ha realizzato i migliori incassi di botteghino ripetto a tutti gli altri lungometraggi. Nel 2013 il sequel Into the Darkness. Tutto questo unito al fatto che il suo nome sia stato suggerito da Steven Spielberg sarà garanzia di qualità o quantità?

In linea generale, ritengo che una pellicola debba essere sempre attuale. Anche quando il film è di fantascienza e datato. E allora è impensabile non paragonare Star Wars con 2011: Odissea nello spazio. Correva l’anno 1968. Guardarlo adesso è ancora attuale. Anzi, potrebbe essere un film di oggi, come del 2050. Questo rende un’opera cinematografica interessante ai miei occhi. Certo, stiamo parlando di un maestro del cinema senza pari. Ma non si può pensare di girare un film di fantascenza (o di guerra, o satirico, o noir, o drammatico, o in costume) senza fare i conti con Stanley Kubrick.

Mi sono molto divertito ad guardare e ascoltare cosa ne pensa Federico Frusciante a tal proposito. E che siate estimatori o detrattori di Lucas e Star Wars, vi suggerico di rilassarvi e spendere questa mezz’ora. Sarà molto divertente oltre che istruttivo.

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